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martedì 20 maggio 2014

VERMI NELLE PATATINE UN BAMBINO VOMITA SANGUE E LARVE...

I Nas sequestrano le patatine con i vermi

Un bimbo di 20 mesi le mangia e finisce in ospedale: “Vomitava e nel letto c’erano tracce di sangue”

GIUSEPPE LEGATO
«Ho comprato una busta con alcuni sacchetti di patatine l’altroieri pomeriggio. Mio figlio Assan ne ha mangiati due e la notte ha cominciato a vomitare vermi e sangue». Sarah Idrissi è una giovane mamma che abita in via Onorato Vigliani, al confine tra Moncalieri e Torino. Due giorni fa si è presentata all’ospedale Santa Croce di Moncalieri e subito dopo che il suo bambino - di un anno e otto mesi - è stato dimesso, ha fatto tappa alla caserma dei carabinieri di corso Savona. Ha sporto denuncia. I militari hanno sequestrato un sacchetto di patatine, con scadenza ottobre 2014, e all’interno c’erano dei vermi. Pochi minuti dopo hanno inviato una notizia di reato contro ignoti alla procura. I carabinieri del Nas ieri pomeriggio hanno sequestrato il lotto di patatine venduto al supermercato Carrefour di corso Grosseto 330, a Torino. 
Lesioni colpose. Questa l’ipotesi di reato - al momento senza indagati - scritta nero su bianco in caserma. Sarah ha raccontato la sua versione dei fatti e i carabinieri stanno cercando riscontri alla tesi sostenuta della donna. Che è questa: «Mio figlio ha mangiato due pacchetti di patatine sotto la mia sorveglianza. Era mercoledì pomeriggio. Il primo aveva dei vermi, il secondo no. Così, ho messo via la busta con gli altri involucri, ma lui è riuscito ad aprirla approfittando di un mio momento di disattenzione e a prenderne un altro. Già dalla sera - ha raccontato la mamma del piccolo - vomitava e aveva la febbre. La mattina dopo, pulendo il lenzuolo, ho visto le larve e piccole chiazze di sangue e sono corsa in ospedale. Ho contattato il negozio e poi sono andata dai carabinieri». La donna ha portato con sè in caserma uno dei pacchetti con le larve all’interno. È stato posto sotto sequestro. Nel frattempo i militari hanno informato i Nas (nucleo anti sofisticazione) che ieri si sono recati al negozio di alimentari e hanno sequestrato l’intero lotto di patatine , le stesse mangiate dal piccolo. Nei prossimi giorni provvederanno a fare gli accertamenti del caso sulle confezioni.  
«Non ho chiesto alcun risarcimento. Voglio soltanto che mio figlio stia bene e che non capiti più - racconta Sarah - perché ho visto Assan vomitare sangue. Mi sono spaventata moltissimo. Tutto qui». Gli unici due dati oggettivi però, al momento, restano la busta di patatine sequestrata e il verbale di dimissioni del pronto soccorso del Santa Croce, che segnala «corpi estranei all’interno dello stomaco» del piccolo. Assan, ieri stava già meglio: «Ha vomitato ancora un po’, ci hanno dato degli antibiotici - racconta la madre seduta sul divano del soggiorno - e speriamo che si rimetta presto. Stamattina (ieri per chi legge) non ha potuto fare nemmeno colazione».  



lunedì 19 maggio 2014

Tirare pugni ai passanti: arriva in Italia il “Knockout game”, bulli in azione


Episodi senza senso, una moda che non ha ragione di esistere. Ma, purtroppo, è arrivata anche in Italia. Si chiama “Knockout game”, un gioco criminale che consiste nel tirare dei pugni ai passanti e scappare poi subito via. In Italia abbiamo assistito a gesti del gemer già a Roma, Napoli, Venezia e Brescia. Le aggressioni avvengono nei bar, nei centri commerciali, nelle scuole e per le strade.

Lo chiamano “game”, ma del gioco ha ben poco. L’allarme è scattato, soprattutto dopo le innumerevoli segnalazioni che sono giunte alla polizia da tutto lo Stivale. Sembra ricordare un po’, in forma molto più violenta ovviamente, quanto avveniva nel film di Mario Monicelli “Amici Miei”, dove i protagonisti prendevano a schiaffi i passeggeri dei treni in partenza. Ma qui le cose sono diverse: negli Stati Uniti, addirittura, sono morte già tre persone, prese a pugni per divertimento da questi giovani scalmanati. In Italia gli ultimi due episodi sono avvenuti a Brescia sabato scorso, in pieno centro città.

Una banda di quattro ragazzi ha picchiato, ovviamente senza un perché, due persone di mezza età seduti ad un tavolino del bar. A Roma l’allarme è scattato in zona Trastevere, a Susa e Castellammare a scuola. Negli Stati Uniti indaga l’Fbi, anche se al momento sembra difficile trovare un filo conduttore ad un’attività criminale e stupida.

mercoledì 10 luglio 2013

Lascia il figlio di un mese in auto con il ciuccio fissato con lo scotch

Ha dimenticato il figlio di solo un mese nella macchina, sotto al sole nelle ore più calde della giornata. L’uomo, 30 anni, verrà denunciato dalle forze dell’ordine

Ha lasciato il proprio bambino di solo un mese in macchina, da solo, sotto il sole. È successo oggi a Modena dove un neo papà, forse per colpa dell’inesperienza, forse per semplice sbadataggine  – di certo non giustificata di fronte ad un bambino così piccolo – ha pensato bene di andare a fare la spesa lasciando il figlio nella propria macchina con il ciuccio fissato al viso con dello scotch.
È successo a Modena. Il piccolo di solo un mese di vita è stato letteralmente dimenticato dal padre nell’auto, sotto al sole durante l’ora di punta. Il bambino aveva la febbre a 38 quando – dopo una segnalazione – sul posto sono intervenuti vigili e 118. Il neonato è stato trasportato all’ospedale di corsa, nel frattempo il padre, un uomo di 30 anni di origini cinesi, ritornava tranquillo verso la propria macchina.
Nei confronti del genitore e della negligenza che sarebbe potuta essere fatale per il figlioletto, scatterà una denuncia. Adesso il caso è nelle mani delle forze dell’ordine che dovranno fare luce sulla dinamica degli eventi.
Il tremendo episodio, che avrebbe potuto sfociare in tragedia, è successo oggi intorno alle 11 in via Vignolese, a Modena, davanti ad un centro commerciale.

lunedì 8 luglio 2013

LE TOLGONO I 3 FIGLI, FRANCESCA SI UCCIDE IN CASA. SUL DIARIO: "NON POSSO SFAMARLI"


CAGLIARI - Una mamma di 38 anni, Francesca Tuveri, si è tolta la vita perché a causa della tossicodipendenza e della depressione le avevano allontanato i tre figli e affidati ad altre famiglie. 

Francesca Tuveri è morta a 38 anni, il 28 maggio scorso, in una cittadina del sud Sardegna e il suo tormento di madre lo ha lasciato scritto tra le righe di un diario, trovato dai familiari alcuni giorni dopo il suo decesso.

La vicenda - riportata sul quotidiano L'Unione Sarda - ha visto protagonista una donna che è riuscita a venir via dal tunnel della droga ma non dalla depressione che l'affliggeva ogni giorno, ha cercato di riavere i suoi tre figli minorenni.

Stava curando la depressione ma a fine maggio il tarlo che la corrodeva è stato più forte ed ha ingurgitato alcune centinaia di gocce di antidepressivo.

Una vita segnata da dolori e disagio: il primo compagno e padre del primo figlio morto di overdose mentre il successivo matrimonio, da cui ha avuto altri due figli, è naufragato. Stava seguendo una cura medica e veniva monitorata da assistenti sociali.

Ora i nonni dei bambini hanno chiesto di poter riavere i piccoli nella loro casa e poterli far crescere tutti assieme ma sarà il Tribunale dei Minorenni di Cagliari a prender una decisione.

LA CRISI La donna era stata protagonista di un furto. Aveva infatto sottratto alcune casse di pomodori dall'orto serra di una comunità di recupero per tossicodipendenti, a San Giovanni Suergiu. "Non riesco a sfamare i miei figli - aveva dichiarato - Posso dargli da mangiare solo pane e thè".

Dopo l'episodio del furto era venuta fuori una situazione di profondo disagio, sia economico che sociale. "Con 150 euro al mese non posso sopravvivere" aveva confessato.

venerdì 28 giugno 2013

Uccisa e messa in freezer, caccia all'uomo

Silvia Caramazza, 39 anni, aveva il cranio fracassato. Sospetti sul fidanzato. La donna era scomparsa da giorni

BOLOGNA - Era in un grosso congelatore sistemato nella camera da letto, attaccato alla corrente. Chiusa in un sacco, in pigiama, con un’unica, profonda ferita alla testa. Dopo giorni di ricerche inutili, giovedì pomeriggio la polizia ha sfondato la porta dell’appartamento, al pian terreno di un condominio di viale Aldini, e ha trovato il cadavere di Silvia Caramazza, 39 anni. Nessuno aveva sue notizie da due settimane e il 19 giugno due amiche ne avevano denunciato la scomparsa. Ora la Squadra mobile cerca il compagno che fino a giovedì sera risultava irrintracciabile.

mercoledì 26 giugno 2013

PAPÀ MOSTRO A SALERNO, FACEVA STUPRARE I TRE FIGLI E PUBBLICAVA I FILMATI SUL WEB


SALERNO - Costringeva i tre figli, di età compresa tra gli undici ed i sedici anni, a subire abusi sessuali. 
Un uomo di 55 anni, residente nel Salernitano, è stato arrestato dai carabinieri, assieme a due suoi amici, di 51 e 57 anni. 
Le indagini sono state avviate a marzo scorso ed hanno accertato che, in alcune occasioni, gli arrestati filmavano gli atti sessuali con i minori. I video poi venivano immessi sul mercato della pedopornografia.

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